27 settembre 2016

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Carissime, carissimi,

di fronte all’esposizione dei lavori nell’atrio dell’Ospedale di Pescara del 23 settembre appena trascorso, non posso non pensare ai sentimenti di cura e disponibilità che, ogni anno, vengono investiti.
Dai disegni dei bambini traspare la bellezza di un’infanzia che chiede di fidarsi e di affidarsi ad un atto di magistero capace di ascolto e tenerezza.
Insegnare sempre  – è la nostra professione! – ma con il cuore che conosce le ragioni della vita e sa trovare le vie per farsi dono e testimonianza.
Quando sottolineo che la nostra è un’associazione di “Volontariato Magistrale”, voglio ribadire proprio questo: che l’insegnare è il nostro orgoglio e il nostro piacere; in definitiva, è il nostro desiderio che può animare il desiderio di chi apprende insieme a noi. E siamo soprattutto orgogliosi quando riceviamo l’adesione dei ragazzi delle scuole superiori per lavorare in nostra compagnia: apprendono dai nostri comportamenti, ma ancor di più, noi apprendiamo dai loro.
In ciò si compongono in un unico disegno più generazioni che, a volte, fanno fatica a trovarsi.
Ho osservato sempre con commozione –  e voi con me –  le teste piegate sul medesimo lavoro, di docenti, studenti, bambini, genitori, nonni: un miracolo!
Se da qualche parte si adopera in modo profondo l’espressione “laboratorio”, ebbene quest’ultimo deve intendersi, al di là degli specialismi, come una sorta di democrazia degli affetti e delle energie tutte delle persone che lo animano.
Grazie, allora, a quanti in diverso modo hanno reso preziosi i mesi di luglio e agosto.
E credo di interpretare il pensiero comune nell’esprimere il grazie più sentito a chi concretamente ha reso possibile la visibilità del tema “Pensare e giocare la pace”. Un tragitto complesso che nutre una costellazione straordinaria di valori, arte, poesia, letteratura, sentimenti: un’opportunità speciale di cammino per la scuola di ogni giorno.

Buon lavoro!

Un abbraccio
Marisa Colletti Bottarel

Pescara, 27/9/2016
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Esperienza

Ho cominciato questa esperienza al reparto pediatria in un periodo ricco di fatiche fisiche e psicologiche ma ogni sorriso incontrato alla mia richiesta di stare un po con noi è stata la ricarica d’amore di un nutrimento reciproco.
Mi riporto a casa i volti di tutti coloro che rendono piacevole un tempo ricco di preoccupazione e ansie ma soprattutto riporto la capacità dei bambini di dare coraggio ad un adulto nei momenti di sofferenza!
Un grazie speciale all’associazione Tartabus che ha reso la mia fatica, sollievo e il mio tempo prezioso più di quanto non lo sia.

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Alessandra

Un’esperienza che non ha prezzo

Aver varcato quella porta e aver  “Donato del tempo” ai piccoli pazienti del Reparto di Oncoematologia non ha prezzo rispetto a ciò che ho portato via. Un immenso ringraziamento all’Associazione Tartabus che mi ha dato l’opportunità di  stare accanto a dei meravigliosi bambini. Auguro a ciascuno di essi tanta fortuna e che il Signore continui a tenerli in braccio nel corso della loro vita e a camminare accanto alle loro famiglie. Se a volte pensiamo che la vita non è andata così come volevamo…non importa…basta regalare un sorriso a chi ne ha bisogno per sentirti felici.

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Pina

Ematologia Pediatrica 22-26.08.2016

Siamo entrate in punta di piedi nel reparto, cercando di vivere con leggerezza l’incontro con i piccoli eroi e le loro famiglie.
Non è facile catturare l’attenzione di chi  vive tanta sofferenza e preoccupazione.
Non è facile nemmeno ignorare i macchinari, le flebo e i medicinali che torturano e affaticano  i bambini. Ma l’attesa, il tempo che il liquido finisca, il tempo che arrivi la chiamata per l’esame o l’intervento, il tempo che vengano autorizzate le dimissioni, va in qualche modo colmata e, in questo, noi maestre possiamo essere utili.
Così, da pochi semplici materiali di riciclo e tanta fantasia, si può tirare fuori un teatrino con i suoi burattini o un autolavaggio con le sue macchinine.

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E poi navi, razzi, sassi dipinti…. quando si inizia a creare, la fantasia non ha limiti!

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Fabiola
Paola
Annamaria